Dentista a Roma

Endodonzia

L’odontoiatria conservativa e l’endodonzia hanno un obiettivo comune, ovvero salvare i denti naturali quando sono compromessi da carie, traumi o infezioni. Dalla semplice otturazione estetica fino alla devitalizzazione (cura canalare), ogni trattamento è pensato per preservare il più possibile la struttura del dente ed evitare l’estrazione.

Illustrazione raffigurante il concetto di endodonzia

Quando serve

Quando serve la devitalizzazione

La terapia endodontica (devitalizzazione) diventa necessaria quando la polpa dentale, il tessuto molle all’interno del dente che contiene nervi e vasi sanguigni, è infiammata in modo irreversibile o è già andata in necrosi. In questi casi il dente non può più guarire da solo e l’unico modo per salvarlo è rimuovere la polpa compromessa, disinfettare i canali e sigillarli.

Carie profonda che ha raggiunto la polpa

Quando una carie non viene trattata per tempo, i batteri avanzano attraverso lo smalto e la dentina fino a raggiungere la polpa dentale. A quel punto si sviluppa una pulpite, ovvero un'infiammazione intensa della polpa che causa un dolore forte, spesso pulsante, che peggiora con il caldo e tende a comparire spontaneamente anche senza stimoli. Una volta che la polpa è irreversibilmente infiammata, la devitalizzazione è l'unico modo per eliminare il dolore e salvare il dente.

Trauma dentale

Un colpo violento al viso o alla bocca può danneggiare la polpa del dente anche quando la corona appare integra dall'esterno, senza fratture visibili. Il trauma interrompe l'afflusso di sangue alla polpa, che nel tempo può andare incontro a necrosi. I segnali di una polpa danneggiata da trauma sono il cambiamento di colore del dente (che tende a scurirsi) e la comparsa di sensibilità, dolore o gonfiore a distanza di settimane o mesi dall'evento.

Necrosi pulpare e ascesso

Quando la polpa muore, i batteri presenti al suo interno possono moltiplicarsi e diffondersi attraverso l'apice della radice nell'osso circostante, dando origine a un'infezione periapicale. Questa infezione può manifestarsi come un ascesso dentale, con gonfiore, dolore intenso, febbre e talvolta fuoriuscita di pus. La devitalizzazione permette di rimuovere il tessuto infetto, disinfettare i canali e risolvere l'infezione, evitando nella maggior parte dei casi l'estrazione del dente.

La procedura

Come si svolge la devitalizzazione

La devitalizzazione è un trattamento preciso che si completa generalmente in 1-2 sedute dalla durata di 60-90 minuti ciascuna. Il numero di sedute dipende dalla complessità del caso e dal numero di canali presenti nel dente (i molari posteriori ne hanno tipicamente 3-4, mentre i denti anteriori ne hanno 1-2).

1

Diagnosi

Test di vitalità e radiografia per valutare stato della polpa.

2

Anestesia e diga

Anestesia locale e isolamento con diga di gomma.

3

Sagomatura

Rimozione polpa, sagomatura canali con lime e disinfezione.

4

Sigillatura

Otturazione canali con guttaperca e restauro del dente.

Domande frequenti

Domande frequenti su devitalizzazione e cura delle carie

Le risposte ai dubbi più comuni dei pazienti che devono affrontare una devitalizzazione o un’otturazione.

Hai altre domande?

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No. La devitalizzazione viene eseguita in anestesia locale e durante la procedura il paziente non avverte dolore. Nelle ore successive, una volta svanito l’effetto dell’anestesia, è possibile avvertire un leggero indolenzimento nella zona del dente trattato, che si gestisce facilmente con un comune antidolorifico. Questo fastidio è molto inferiore al dolore causato dalla pulpite che ha reso necessario il trattamento. Nella grande maggioranza dei casi il paziente riferisce che la devitalizzazione è stata molto meno impegnativa di quanto immaginava.

Un dente correttamente devitalizzato e ben restaurato può funzionare senza problemi per molti anni. Tuttavia, in una piccola percentuale di casi, possono verificarsi complicanze come la persistenza o la ricomparsa di un’infezione periapicale, dovuta a canali accessori non trattati, a una sigillatura incompleta o a una nuova carie che compromette il restauro. In queste situazioni può rendersi necessario un ritrattamento endodontico o, in alternativa, un’apicectomia (intervento chirurgico sulla punta della radice).

Ogni volta che è clinicamente possibile, la priorità è salvare il dente naturale. Un dente devitalizzato, adeguatamente restaurato, mantiene la sua funzione masticatoria e il suo ruolo nell’equilibrio dell’arcata dentale. L’estrazione viene presa in considerazione solo quando il dente è talmente compromesso da non poter essere recuperato, ad esempio in caso di frattura verticale della radice, carie che si estende sotto la gengiva senza possibilità di restauro, o riassorbimento radicolare avanzato. Se il dente viene estratto, sarà poi necessario sostituirlo con un impianto o un ponte per evitare spostamenti dei denti adiacenti.

Con un trattamento endodontico eseguito correttamente e un restauro adeguato, un dente devitalizzato può durare per tutta la vita del paziente. La durata dipende dalla qualità del trattamento canalare, dal tipo di restauro scelto (otturazione o corona) e dalla cura quotidiana del paziente. Un dente devitalizzato è più fragile di un dente vitale perché non riceve più nutrimento dalla polpa, per questo motivo nei denti posteriori (premolari e molari) viene spesso raccomandata una corona protesica che lo protegga dalla frattura durante la masticazione.

Dopo la devitalizzazione il dente non riceve più sangue e nutrienti dalla polpa. Con il tempo la dentina può subire una variazione cromatica, assumendo una tonalità grigiastra o giallastra rispetto ai denti adiacenti. Questo fenomeno è più evidente nei denti anteriori. Se il cambiamento di colore diventa esteticamente fastidioso, è possibile intervenire con uno sbiancamento interno (applicazione di un prodotto sbiancante all’interno della camera pulpare) oppure con una faccetta o una corona in ceramica che ripristina il colore naturale del dente.

Le otturazioni in composito (le cosiddette otturazioni “bianche”) hanno raggiunto livelli di resistenza molto elevati grazie al progresso dei materiali odontoiatrici. Per le carie di piccole e medie dimensioni offrono risultati eccellenti sia dal punto di vista estetico sia funzionale. Rispetto all’amalgama, il composito ha il vantaggio di aderire chimicamente al dente, il che permette di rimuovere meno tessuto sano durante la preparazione e di conservare meglio la struttura del dente. Per le carie molto estese sui denti posteriori, in alcuni casi può essere indicato un intarsio in ceramica che offre una resistenza meccanica ancora maggiore.

Non sopportare il mal di denti

Se hai un dolore dentale persistente, sensibilità intensa al caldo o gonfiore in corrispondenza di un dente, non rimandare la visita.

Una diagnosi tempestiva permette di intervenire con la devitalizzazione prima che l’infezione si estenda, salvando il dente e eliminando il dolore.

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